una targa a ricordo del contributo rumeno alla grande guerra sul fronte italiano

Nella Prima guerra mondiale molti prigonieri romeni, che combattevano con gli austro ungarici, vennero introdotti nel lavoro fuori dai campi di detenzione. E qui il legame che si instaurò con gli italiani grazie alle affinità fra i due popoli portò alla costituzione della Legione Romena d'Italia che combattè le ultime batteglia della guerra a fianco del nostro esercito. Di seguito un articolo di Marco Baratto


Il prossimo 4 Novembre saranno passati 92 anni dalla fine di quella che correttamente possiamo definire la IV guerra d'indipendenza nazionale. Un momento per ricordare tutti quegli umomini che hanno dato la loro vita per l'Unità e l'indipendenza dell'Italia. La fine di quella che Benedetto XV aveva definito “un inutile strage” non solo segnò per l'italia il raggiungimento dell'unità nazionale ma, anche la possibilità per numerose nazioni di completare il processo di unificazione, basti ricordare la Polonia o la Romania. Proprio di quest'ultima sarebbe bello ricordare, nelle commemorazioni il contributo che i prigionieiri rumeni, inquadrati nell'esercito italiano nella Legione Rumena d'Italia, diedero sia per il nostro Paese sia indirettamente per il loro. Tale gesto potrebbe essere sottolineato con la posa di una targa commemorativa a Ponte di Brenta (Padova) dove il 28 giugno 1918 la prima , delle tre compagnie rumene inquadarte nella VIII, V e IV armata italiana,  ricevette la “bandiera di guerra” sancento la piena operatività della Legione Rumena d'Italia , tale unità combattè sia nella terza battaglia del Grappa sia nell'offensiva finale di Vittorio Veneto. Si è voluto ricordare, brevemente la storia della Legione Romena d'Italia, anche per onorare ad oltre 90anni dalla fine della Grande Guerra quei tanti giovani romeni che hanno contribuito,anche con la loro presenza, a portare l'Italia vittoriosa alla fine della IV guerra d'indipendenza. Ma anche per sottolineare una sorta di "memoria condivisa" che unisce italiani e romeni da sempre. Oggi i tanti romeni che vivono e lavorano onestamente in Italia contribuiscono, come i loro nonni , fecero battendosi in guerra con l'italia, a far crescere il nostro Paese.

Dott. Marco Baratto
Fonte : IL PIAVE

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